Lo Zafferano , “Crocus sativus” , fin dai tempi dei medici, ha trovato nelle pendici del Pratomagno un luogo ideale dove crescere, grazie alla caratteristica del terreno sassoso e drenante, perfetto per il mantenimento del bulbo.

Il bulbo si mette a dimora ad agosto da cui se ne raccoglie il fiore ad ottobre ed ha un ciclo di circa quattro anni.

Viene coltivato su colmi di terra per evitare ristagni d’acqua e la sua cura e  l’esportazione delle erbe infestanti sono pratiche prettamente manuali.

I suoi fiori sono raccolti ancor chiusi al mattino presto, con mani sapienti vengono aperti i petali e presi gli stimmi di color rosso, infine essiccati a bassa temperatura per mantenerne una fragranza ed un aroma insuperabili.

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